CHEZZO

Chezzo è posto sull’orlo roccioso che limita a nordovest la vasta conca di Lomese.
Il toponimo deriva dal longobardo “chinzia”, che significa palude. Già in documenti del ‘500 si afferma che Chezzo era composto da due parti, una detta propriamente Chezzo e l’altra Chezzo “d’vent” (Chezzo di dentro), a settentrione, con alcune case diroccate dove un tempo vi era un enorme torchio per l’uva posto sotto un portico sostenuto da interessanti colonne tronco-coniche, segno dell’intensa coltivazione della vite che si faceva sulle ripide pendici assolate del monte.

Costruzioni anteriori al XVII secolo

 

L’ uso dell’ ”astrigo” e della scala di accesso ai piani superiori, dà a questa frazione un’interessante fisionomia architettonica.

Madonna con il Bambino che tiene in mano una rosa (1607)

Di buona fattura, sopra la porta della casa, nel cortiletto.

Salita che attraversa Chezzo

 

molto pittoresca, con affreschi del 1600.

Particolare degli affreschi della salita di Chezzo

 

Giuseppe Senestraro in ginocchio che prega.