ALTENO

Alteno, dal latino “Altus” (alto), grazie alla posizione elevata e all’ottima esposizione, è frazione storicamente vocata alla viticoltura. Già nel 1222 in questi luoghi avevano vaste proprietà i signori Di Castello.
Poco distante dalle abitazioni, lungo l’antica mulattiera, è da notare la Cappella delle Anvelle, anch’essa in qualche modo connessa alla coltivazione della vite. Le “anvelle” infatti non sono altro che viti novelle ossia le barbatelle o viti nuove. Di particolare importanza ad Alteno era la ormai crollata Casa Forte De Rodis, impreziosita dalle
decorazioni eseguite dal pittore Giacomo da Cardone nel 1548, ancora nella fase giovanile della sua produzione e alla ricerca di un preciso stile pittorico. L’unico dettaglio sopravvissuto al crollo è il “busto della suonatrice” (2), conservato nella sala consiliare del Municipio di Montecrestese.

Cappella delle Anvelle

 

Dipinto votivo attribuito a Francesco Cagnola (inizio XVI sec.). La cappella fu ampliata nei secoli successivi e attualmente è preziosa testimonianza dell’antica devozione popolare.

Busto della suonatrice

Il perduto ciclo pittorico profano di Alteno, all’interno della Casa Forte De Rodis attribuito a Giacomo da Cardone, era una decorazione ideata per quella che doveva essere una sala di rappresentanza della nobiltà terriera del suo tempo. (foto R. Toja) 

Lanzichenecco


Riproduzione dell’armigero in vesti tedesche con la picca in mano, a grandezza naturale (dal perduto ciclo di Alteno attribuito a Giacomo da Cardone).

(foto R. Toja) 

Casa torre


Faceva parte di un sistema di avvistamento grazie al quale sconfinamenti di eserciti nemici potevano essere segnalati alla dominante Milano nell’arco di un’ora circa.